
La tranquillità tipica delle feste natalizie è il momento migliore per prendere in mano qualche libro e immergersi nella lettura. Ho diversi autori ad attendermi sulla scrivania, è tempo di darsi una sbrigata e parlarvi di loro, uno per uno.
A farmi compagnia in questi giorni, nelle pause tra pranzi famigliari e visite di amici, “Le storie della mala notte”, opera dell’astronoma padovana Elena Lazzaretto.
Una sorpresa per me ricevere la proposta della casa editrice I Sognatori di recensire l’opera di Elena; sorpresa mista a lusinga poiché conosco la Lazzaretto per la sua attività presso il planetario di Padova, e ho preso parte ad alcune serate di osservazione astronomica sotto la sua attenta guida. Superfluo dire quanto io la stimi.
Sapevo dell’esistenza di alcuni volumi di astronomia in vendita presso il Planetario, brevi letture per ragazzi scritte da Elena, ma non immaginavo che la stessa avesse pubblicato anche un libro di racconti. Ecco che, una volta ricevuta la mia copia di Le storie della mala notte, non ho potuto fare a meno di divorarla con curiosità.
TRAMA
Cinque racconti per cinque realtà avvolte dal crepuscolo, a volte metaforico.
- La Casa del Fuoco
Neil e Desdemona: abitante del giorno lui, della notte lei. Due giovani divisi dalla diversità, dal pregiudizio, ma che sapranno, nella difficoltà, trovare un punto comune fino a giungere all’amore. - Rouge en plein air
Kamilia, capelli rossi come il fuoco e una vita nel circo. Un’esistenza nomade, itinerante.
Il destino la porterà ad incontrare Monsieur Lemoine, pittore alquanto introverso, il quale, nel tentativo di fermare sulla tela quel rosso incandescente dato dalla fulgida chioma di Kamilia, si spingerà fino ad un gesto estremo. - Un vestito di stoffa stampata
Rimasta sola con l’anziano padre, una figura da sempre difficile e violenta, Annamaria decide di prendersi qualche dura rivincita sulle sofferenze da sempre subite e che hanno portato la madre a togliersi la vita.
Il tutto inizia con un vestito, quello di stoffa stampata che quest’ultima usava in casa e che rievoca nel padre ricordi difficili da gestire… - Iskalia
Iskalia è una cittadina-prigione, una prigione fatta di virus e test, ma nessuno dei suoi abitanti lo sa. La storia del piccolo Frederick si snoda tra oscure presenze e incurabili contaminazioni. - Quando si spensero le luci
Un black out e tutto ebbe inizio. Un lungo, lunghissimo black out.
L’assenza dell’elettricità per un periodo così prolungato ha sulla vita del piccolo protagonista e della sua famiglia un effetto rivelatore, quasi un ritorno alle origini. Quando le persone si parlavano, si concedevano di conoscersi e di stare assieme.
CONSIDERAZIONI
Tra i cinque racconti proposti, “La Casa del Fuoco” è senza dubbio il mio preferito, avrei letto volentieri di più. “Iskalia” invece mi ha un po’ inquietata, sarà che trovo il destino del piccolo protagonista così ingiusto.
Complessivamente una lettura piacevole, molto veloce, animata dal frequente cambio di soggetti.
Uno scritto curato, ricco ma scorrevole al punto giusto. Ideale per dei pomeriggi di relax sul divano.
Cristina Papini















