
Arte tessile, l’esposizione di arazzi di Giovanna Cappello
Quando penso agli arazzi, mi vengono in mente quelle imponenti realizzazioni tessili tipiche di epoche antiche quando, al posto dei quadri, si soleva vestire la parete con pesanti manti intessuti a mano.
Opere di una certa eleganza formale che rimandano ad un passato fatto di opulenza e ricercatezza.

Con questi presupposti è normale che con gli arazzi di Giovanna Cappello mi sia trovata del tutto impreparata, lo devo ammettere.
Intessuti artistici dall’espressività unica frutto di una tecnica realizzativa per me nuova, in una location altrettanto nuova (le scuderie di Palazzo Moroni…ehm, non vi ero mai stata).
Oggi ve li presento e vi racconto l’impressione che mi hanno fatto.
A farmi compagnia durante la visita il mio cucciolo, Andrea; quando ne ho l’opportunità lo porto con me tra mostre e appuntamenti di lavoro (solo quando sono sicura che non arreca disturbo). Nel mio piccolo cerco di seguire le orme di mio padre, il quale iniziò a coinvolgermi in iniziative culturali di vario genere già dalla tenera età, iniziative a lui tanto care.
Mi piace pensare che sin da piccolo mio figlio comprenda l’importanza di esprimersi anche attraverso le diverse forme d’arte, così come amo pensare che apprenda l’importanza della crescita personale e professionale anche in ambito artistico.
Mente scattavo qualche foto Andrea ha corso da tutte le parti (come ogni bimbo della sua età avrebbe fatto d’altronde), ma è stato rispettoso e, come detto dalla mamma, non ha alzato la voce né toccato nulla. Bravo cucciolo!




Come dicevo in apertura, gli arazzi di Giovanna Cappello sono stati per me una sorpresa; non avevo mai considerato il tessile come una possibile via per creare arte, al di fuori della classica concezione di arazzo ed escludendo anche tutto il filone della moda, in questo caso non attinente ma comunque forma d’arte anch’essa (ora che ci penso Alighiero Boetti è da considerare tessile? Temo di essermi appena contraddetta…).
Tessuti da appendere, quindi. Arte fatta di spessori e volumi, di cromie ricercate e materiali variegati.
Intrecci senza dubbio, talvolta perfetti come un cesello, altre volte quasi impulsivi e apparentemente primi di ordine logico.
Realizzazioni dalle “pennelleate” vibranti si alternano a opere più calde; dalle dimensioni più ridotte ci muoviamo verso imponenti manti di tessuti fatti di materiali che vanno dal naturale al sintetico.




Giovanna Cappello ha origini siciliane ed ha insegnato Arte del Tessuto e Stampa su Tessuto all’Istituto Pietro Selvatico di Padova. E’ una donna che esprime una forte personalità, la si evince dalle grandi realizzazioni, così materiche che sembrano scomporsi pian piano e allo stesso tempo abbracciare grandi porzioni di spazio. Ma si avverte anche nei piccoli arazzi così piacevolmente gioiosi e pieni di vitalità.
LA MIA OPERA PREFERITA TRA GLI ARAZZI DI GIOVANNA CAPPELLO?
Ormai vi ho abituati a questo momento, quello in cui la blogger padovana (!) sceglie la sua opera preferita.
Tra le opere esposte mi ha molto colpita quella in foto: grande, imponente, scomposta, comunicativa. Una forza unica per un messaggio che arriva massiccio, dritto al cuore.
Calda, nei colori della terra.
La mostra è visitabile gratuitamente fino al 25 aprile con orario 9.30-12.30 / 14.00-18.00 presso le Scuderie di Palazzo Moroni.
Vi ricordo che potete condividere con me le vostre foto semplicemente usando l’hashtag #gallinepadovane nei vari social network. Anche in questo caso, sarei onoratissima di sbirciare qualche vostra foto della mostra di Giovanna Cappello.
Cristina Papini
PH Galline Padovane
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