
Complice una passeggiata mattutina nel centro storico di Padova, mi sono imbattuta nella mostra dal titolo MICRO COSMO dell’artista giapponese Yumiko Takata.
L’esposizione ha luogo presso il cinquecentesco Oratorio di San Rocco in via Santa Lucia, una delle vie principali dello shopping patavino. Non vi sarà pertanto così difficile farvi una capatina, allungando di poco la vostra passeggiata per negozi!
La scelta della location mi ha colpita: non sono convinta che i suggestivi affreschi della prima metà del cinquecento, l’altare e quell’allure tipica dell’architettura veneta, si addicano ad un’artista che abbraccia la filosofia Zen.
Eppure, dopo esserti goduto la bellezza dell’edificio, che a mio avviso prevale sull’installazione della Takata, ti senti come “costretto” a fermarti un attimo, per osservare e meglio comprendere il significato delle opere dell’artista.
Al centro della sala, proprio di fronte all’altare, l’opera principale dal nome Biosfera.
Coni in ceramica lasciati al naturale e illuminati dall’interno, posati in piccolo gruppo su ghiaia sottile trattata alla stregua di un ipotetico giardino zen. Un insieme affascinante e che rivela il senso estetico tipico dell’orientale.
Riconosco la mano gentile, precisa ed estremamente accurata degli artisti giapponesi, che ho potuto ammirare durante il mio viaggio di nozze nel paese del Sol Levante. Quel non so che di delicato e “leggero” che caratterizza molte delle opere nipponiche, così come la dovizia di particolari in un insieme apparentemente semplice.
Quello che però mi ha letteralmente lasciata senza fiato sono le opere-gioiello.
Tessuti, perle, piccole riproduzioni di elementi naturali in argento, rame o anche grès. Realizzazioni di una cura e leggerezza uniche.
Sculture da indossare con fierezza e consapevolezza.
La mostra di Yumiko Takata è aperta al pubblico fino al 31 agosto. In questa estate piovosa, un’alternativa per un pomeriggio all’insegna dell’arte nipponica.
P.s. Vi chiedo scusa per la scarsa qualità delle foto. Non mi è stato possibile utilizzare il flash (mi è stato vietato all’ingresso), inoltre, non sono esattamente quella che definirei una fotografa…!





















