
Palazzo Vescovile propone la mostra sul ruolo delle Dogaresse
Da sempre affascinata dalla storia e dalla cultura veneziana, quando ho appreso della mostra “La dogaressa tra storia e mito. Venezianità al femminile dal Medioevo al Novecento“, fino al 19 maggio ’24 a Palazzo Vescovile di Portogruaro, non ho potuto resistere all’opportunità di visitarla.
Un elegante e curioso viaggio attraverso i secoli alla scoperta del ruolo delle consorti dei Dogi, finora mai esplorato veramente appieno, una finestra su una parte spesso trascurata della storia veneziana all’interno di un Palazzo storico che mancava alle mie esperienze di visita. Vieni con me a carpire gli elementi che hanno reso cruciali queste First Ladyes ante litteram per lo sviluppo della cultura e dell’artigianalità locale ai tempi della Serenissima.
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Cinque sezioni per la mostra portogruarese sulle mogli dei Dogi
L’atmosfera solenne di Palazzo Vescovile, nel cuore della deliziosa cittadina di Portogruaro, accoglie i visitatori con eleganza, preparando il terreno per un viaggio attraverso secoli di storia e mito. La mostra, organizzata in cinque sezioni, offre una panoramica completa del ruolo delle dogaresse nella vita della Repubblica Serenissima, evidenziando la loro influenza sulla cultura, sull’arte e sull’economia di Venezia.
La prima sezione, “Opulenza bizantina e morigeratezza veneziana“, mi ha trasportato nel mondo affascinante della raffinata arte profumiera, introdotta a Venezia dalla dogaressa greca Maria Argyropoula. Attraverso l’esplorazione delle materie prime utilizzate, ho potuto vivere un’esperienza sensoriale unica, arricchita dalla visione di una selezione di porta profumo veneziani in vetro di Murano.
Nella sezione successiva, “Patrocini virtuosi e nobile erudizione“, ho scoperto il ruolo determinante delle dogaresse nel sostenere e promuovere l’artigianato locale. La storia della dogaressa Giovanna Dandolo, patronessa della stampa e dei merletti, mi ha fatto comprendere quanto il loro contributo fosse fondamentale per lo sviluppo culturale ed economico della città. Nelle teche preziosi e delicatissimi merletti mi hanno fatto comprendere la cura, la passione e la pazienza per la realizzazione di questi straordinari manufatti per cui Venezia oggi è famosa in tutto il mondo.
La terza sezione, “La cerimonia d’incoronazione della dogaressa“, mi ha trasportato in un’epoca di fasto e cerimonie, mostrandomi l’importanza simbolica dell’ingresso solenne delle dogaresse a Palazzo Ducale. Le immagini di Marchesina e Morosina Morosini hanno reso tangibile il prestigio e il potere che queste donne detenevano, nonostante le restrizioni imposte dalla società dell’epoca. Le selezioni di tessuti riccamente decorati, mi hanno fatta letteralmente sognare.
Emozionante la quarta sezione, “Miti e revival del mondo dogale“, dove è possibile osservare, tra le altre cose, il delicato ritratto di Pisana Corner, volto simbolo della mostra. Un tripudio di vistosi gioielli le adornano il capo e il collo. Da questa sala inoltre, sfruttando le eleganti prospettive di Palazzo Vescovile, è possibile osservare anche il racconto della vicenda tragica vissuta da Marina Nani, rappresentata nel celebre quadro di Francesco Hayez, posizionato nella seconda sala. Attraverso questa storia, ho potuto cogliere la complessità delle relazioni e dei conflitti che caratterizzavano la vita delle dogaresse veneziane.
Infine, l’ultima sala, dedicata alle “Dogaresses del XX secolo” ha ampliato il mio orizzonte, mostrandomi come il ruolo delle donne veneziane sia continuato a evolversi anche dopo la caduta della Serenissima. Il prezioso abito di Peggy Guggenheim e le storie delle altre donne illustri (tra cui Marta Marzotto), mi hanno ispirato e mi hanno fatto riflettere sull’eredità duratura delle dogaresse veneziane.
L’allestimento dinamico e interattivo della mostra, arricchito da opere d’arte e manufatti della cultura materiale veneziana, ha reso l’esperienza coinvolgente e memorabile. “La dogaressa tra storia e mito” non è solo una mostra, ma una passeggiata attraverso secoli di storia e cultura veneziana, un’opportunità di scoprire e apprezzare il contributo straordinario delle donne a questa città unica al mondo.
Portogruaro, la piccola Venezia, si fa promotrice di un’iniziativa unica nel suo genere e che conferma lo stretto legame al capoluogo veneto, ovvero rappresentare la venezianità al femminile curando la prima mostra che abbraccia in modo esaustivo la figura di queste donne straordinarie. Pierpaola Mayer / tra i curatori della mostra.
LINK E INFO UTILI
via Seminario, 19
30026 Portogruaro
Info e biglietti qui
veneziaorientaledistrettoturistico.it
Articolo in collaborazione con Distretto Turistico Venezia Orientale
Cristina Papini
PH Galline Padovane
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